Il problema di Ivana

di Ciro Pinto

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Il problema di Ivana 10,90 € 9,26 € 15 9788898017003

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Il problema di Ivana

Il problema di Ivana è un romanzo magistrale, straordinario esordio di un autore dallo stile elegante e inconfondibile.

Andrea Torreggiani, giovane dirigente milanese di un’azienda in crisi, è anche scrittore per passione. Approfitta di un breve soggiorno a Cetona, nelle valli senesi, per terminare il suo romanzo. Lì cercherà di dar riscontro a un’immagine che esiste solo nella sua mente e che potrebbe risolvere il problema di Ivana.
Lì incontrerà un nuovo amore, vero quanto difficile.
Un thriller romantico, in cui mistero e dubbio accompagnano per mano il lettore in ogni pagina, fino ad arrivare a un finale chiarificatore e sorprendente.

Con quest’opera Ciro Pinto analizza vari temi della società attuale, e lo fa attraverso un linguaggio chiaro ma mai banale e riflessioni che lasciano talvolta a bocca aperta. C’è la crisi economica e lo sbando delle generazioni che la subiscono, c’è la scelta di giovani, appena adulti, di fronte ai problemi dettati dall’esistenza, c’è l’amore, visto sotto ogni sua forma, c’è la speranza che i figli possano compiere o redimere il destino dei padri, per dare il proprio contributo a un così complesso
terzo millennio.

Informazioni aggiuntive

Isbn: 978-88-98017-00-3
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 192
Dimensioni: 21 × 15 × 1.4 cm

  • Menzione d'onore della Giuria al 27° Premio Internazionale di Letteratura Phintia 2013
  • Romanzo 3° classificato, con Menzione speciale dell'Assoartisti nazionale, al I° Premio Letterario Nazionale Circe 2013
  • Romanzo finalista al IV° Premio Letterario Nazionale Sirmione Lugana (Graffiti Camuni) 2013
Voto 
Andrea De Monaco
11/07/2013

IL PROBLEMA DI IVANA.....

IL PROBLEMA DI IVANA.....
impressioni di una piacevole lettura.

‘Il problema di Ivana’, un romanzo affascinante scritto da Ciro Pinto, autore napoletano che sta facendo conoscere la sua bravura narrativa nel panorama letterario italiano.
Il protagonista del romanzo, Andrea Torregiani, con la sua passione per la scrittura intreccia un parallelismo socio-sentimentale con la protagonista del suo racconto, Ivana, entrambi immersi nel tessuto sociale di una Milano al centro della crisi economica attuale, capace di sgretolare l’uomo facendolo lentamente morire nell’anima. È stato definito una sorta di thriller, soprattutto per lo stile narrativo con il quale è stato scritto e leggendo il romanzo, non posso che concordare che ‘Il problema di Ivana’ sia effettivamente una sorta di thriller, che nonostante l’assenza di sangue e di un vero assassino in carne ed ossa, in agguato cela un killer ancora più infimo: un sistema marcio fino al midollo che in sordina uccide la dignità umana.
Ma il romanzo evidenzia anche l’importanza del sentimento e della famiglia, che nel bisogno ridonano forza e rivitalizzano l’uomo con il loro amore granitico e incondizionato.
Un romanzo ben scritto, con uno stile narrativo fluido e di piacevole lettura, ma anche di contenuti di alto livello sociale, che evidenziano ancora una volta, quanto in Italia ci siano bravi autori capaci di far conoscere l’arte della scrittura ancora troppo poco apprezzata dal mondo editoriale nostrano, ma di sicuro in crescente ascesa visto il terzo posto conquistato dal romanzo nella sezione editi del premio letterario Circe.
Complimenti Ciro.

    Voto 
    Jessica B
    11/04/2013

    La mia impressione

    Ho trovato questo romanzo un thriller molto particolare, in quanto genera tensione solo in piccola parte per il mistero che si nasconde dietro all'immagine che ossessiona Ivana; piuttosto l'ansia nasce dallo stato d'animo di Ivana stessa, di Andrea e di Milano in generale.
    Ho trovato lo stile dell'autore "virile", passatemi il termine, tanto da rendere impossibile negare che fosse stato scritto da un uomo. Inoltre, senza contare l'ambientazione, avrei sospettato l'italianità dell'autore. Infatti, oltre al gusto innato per la buona cucina ed il buon vino, vi è nel modo di descrivere, di osservare l'ambiente, di apprezzare la campagna e le donne, un sapore puramente italiano. Talvolta mi ha ricordato un po' gli esteti di fine ottocento inizi novecento.
    L'idea di intrecciare le vicende di Andrea e della protagonista del suo romanzo, l'ho trovata particolarmente accattivante. Chi più di noi scrittori comprende quanto a volte le nostre stesse opere ci aiutano a comprendere la nostra vita?
    Mi è piaciuto molto anche il netto contrasto creato tra l'ambiente appestato di Milano e quello falsamente bucolico (ma in realtà malato internamente) di Cetona. Fa molto "Edward Mani di Forbice" di Tim Burton. Laura e la sua relazione segreta a mio avviso rappresenta perfettamente Cetona. All'apparenza è bella, attraente, indipendente dalla realtà e dal progresso che la circonda. Tuttavia dentro è schiava dei suoi sogni tanto da "vendere" il suo corpo a un uomo che la possiede come farebbe con un auto sportiva. Ed è proprio questa sua natura controversa ad attrarre Andrea (oltre che la somiglianza con Ivana), il quale ha tanti sogni, vorrebbe abbandonare Milano, trasferirsi nell'incanto di Cetona, ma sembra non avere il coraggio sufficiente a farlo. E' titubante all'idea di vivere dove per lungo tempo avrebbe continuato a vedere Luca sgattaiolare in casa di Laura. Fugge i suoi sogni e sopravvive. Ivana li insegue e perde la vita. Un bello spunto di riflessione.
    Ottimo lavoro, Ciro.
    Jessica

      Voto 
      Giovanna G
      06/04/2013

      Il mio pensiero

      Premetto che queste righe non vogliono essere una recensione, non saprei da dove cominciare, ma i miei pensieri, subito dopo aver finito "Il problema di Ivana" di Ciro Pinto.
      Leggo molto, e spesso mi ritrovo alla fine di un libro chiedendomi: cosa mi ha dato? Questa volta la domanda non si è assolutamente presentata! Alla parola Fine, avevo ben chiare in me tutte le sensazioni che ho provato, pagina dopo pagina. Quando una lettura comincia ad entrare in te, e ti prende lo stomaco, in una ridda di emozioni, diventa difficile anche trovare le parole per esprimersi. La sensibilità con la quale Ciro ha scritto, mi è entrata dentro, nelle mille sfaccettature con le quali ha descritto la grande forza dell'Uomo, pur di fronte alle difficoltà della vita, in una sorta di rivincita. L'amore nelle sue molteplici forme, la voglia di non mollare mai, la costanza per il raggiungimento di un sogno, i flashback incastonati ad arte, fanno di questo libro un piccolo gioiellino. Nei libri che leggo, spesso sottolineo frasi per me significative: quelle che aiutano in modo concreto. Nel libro "Il problema di Ivana" ne spicca, come la gemma più preziosa, questa: "La vita va vissuta in perfetta armonia con se stessi e tutte le scelte vanno fatte con questo spirito". Un grazie a Ciro per tutte le emozioni che ho provato!

        Voto 
        Rossella Gallucci
        20/03/2013

        Rossella Gallucci

        Un romanzo d’amore, un dilemma psicologico, uno spaccato della difficile situazione economico-sociale in cui ci troviamo a vivere; il focus è sulle giovani generazioni, sulle loro difficoltà, sui loro sogni infranti e la conseguente rabbia e ribellione; il contrasto tra la vita frenetica di città, dove l’apparire è più importante dell’essere e la semplicità di un piccolo borgo, dove la vita sembra essere rimasta in sospeso tra passato e presente e il futuro è qualcosa che ha comunque radici molto forti nel passato.
        Tutto questo e anche altro, è “Il problema di Ivana”, primo romanzo di Ciro Pinto, un romanzo che da diversi spunti di riflessione attraverso il quale entriamo, fin dalle prime pagine, nel mistero di questa figura femminile e del suo enigma da risolvere.
        Il protagonista, Andrea Torreggiani, è un dirigente di azienda con la passione per la scrittura che vive a Milano e, per caso, si trova a passare alcuni giorni a Cetona, un incantevole borgo medievale tra le colline del Chianti.
        Quasi da subito siamo coinvolti in questo mistero da scoprire e risolvere. Solo dopo diversi capitoli, il tutto si chiarisce, ma la sua rivelazione avverrà solo nella seconda metà della storia. Il mistero è evidenziato anche dal cambio spesso repentino di punto di vista dalla prima alla terza persona.
        Le magistrali descrizioni dell’ambiente esterno, dei profumi, dei sapori, condite da un linguaggio ricercato e immediato nello stesso tempo, sono il giusto sottofondo dei sentimenti contrastanti del protagonista e spesso anticipano l’azione che verrà. L’erotismo, inteso nel senso più ampio del termine, è il leitmotiv di tutto il romanzo, un elemento costante che ci trascina dall’inizio alla fine della storia. Lo ritroviamo nella descrizione delle donne, nei loro gesti e movimenti, nei rapporti del protagonista con l’altro sesso, nel suo godersi i piccoli piaceri della vita, nel calore del camino, in una passeggiata nel centro di Cetona, in un bicchiere di buon vino o nel gustarsi una bruschetta con l’olio freschissimo degli ulivi del suo amico Marco, “premuto da pochi giorni”.
        “Il problema di Ivana” è anche un romanzo psicologico; come in un gioco di specchi, il protagonista si ritrova ad essere “l’altro”, ovvero l’altra parte di sé, dove l’immagine riflessa non è che il suo contrario, un alter ego che deve fare i conti con il “sé”, con le mille sfaccettature della stessa personalità. E, proprio attraverso il riconoscimento di quelle diversità e la loro accettazione, il protagonista finalmente “si risolve”, in una specie di catarsi.
        Il cerchio si chiude. Rimangono alcuni interrogativi in sospeso: che ne sarà di Danilo? E di Sara, Laura, Luca etc etc?
        La storia potrebbe quindi continuare.
        Almeno questo è quello che personalmente spero.

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        Simone P
        03/03/2013

        Poche parole ma sentite.

        Bello! Qualcuno mi può dire: "ti sei sprecato con i commenti", ma è la prima parola che ho detto appena ho finito di leggere il romanzo. È uno di quei romanzi che, quando lo finisci, resti ad osservarlo chiedendoti come fa un mucchio di carta, a farti sognare in quella maniera, a farti provare certe emozioni. Guardi il libro e ti dispiace di averlo finito, come se continuarlo avesse portato avanti tutte quelle sensazioni che hai provato.
        Avevo letto la sinossi sul sito e la prefazione di Alessandro Vizzino rimanendo un po' sulle mie. Non mi sono mai fidato dei grandi elogi, ma in questo caso mi devo ricredere. Ciro Pinto è un autore che, forse, ha aspettato troppo per fare uscire un suo romanzo, ma probabilmente era destino che uscisse proprio ora e in questa maniera. Scrittura fluida con tanti flashback che arricchiscono l'ottima stesura. Bellissime le descrizioni dei luoghi e la poesia che gli attraversa. Un bravo a Ciro Pinto. Ma non è un "bravo" di circostanza, bensì sentito e voluto. Complimenti vivissimi!

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        Carlo Stroscia
        18/01/2013

        IL PROBLEMA DI IVANA, romanzo di esordio di Ciro Pinto

        Postfazione di Carlo Stroscia
        1) Impressioni a caldo, a fine lettura.
        Chi e Ivana? Gli chiede Laura, stringendogli un braccio.
        Chi e’ Ivana? Insiste, con apparente leggerezza, in un’altra occasione.
        Chi e Ivana? E’ costretto infine a chiedere a se stesso Andrea, ormai vicino a scoprire una verità scomoda.
        Perché Ivana nasconde un mistero, Ivana ha un problema di cui lui, Andrea, deve farsi carico per risolvere il suo, di problema.
        Ivana non e’ come Sara, non e’ come Laura, non e’ una delle tante ” mille ragazze” di Andrea … vero “biondino” ?
        Questo lo sai bene, Andrea, ma il mistero, il vero mistero, e’ un altro….Perché ti e’ così difficile comprenderlo?
        Tu ed Ivana non potreste mai essere amanti, perché …..perché Ivana, caro Andrea, che tu lo voglia o no, rappresenta ciò che tu vorresti essere ma non riesci ad essere, non vuoi essere.
        Le vostre due vite si sviluppano lungo due linee parallele e per quanto la vostra relazione sia così stretta, non potreste mai essere amanti perché tu ed Ivana siete legati da un rapporto ancora più forte di quello che lega due gemelli.
        Ivana e’ il tuo alter ego e tu ti rifletti inconsciamente in lei fino a quando non ne prendi consapevolezza e sei costretto a prendere una decisione, forse l’ unica e più importante decisione nella tua giovane vita.
        Tu pensi che siano i conflitti sul lavoro che ti angosciano, con quella sensazione di impotenza nei confronti dei collaboratori che hai assunto, motivati, proiettati verso un futuro di successo; “E’ la crisi che ci attanaglia” ….. almeno questo e’ quello che ti lascia credere il tuo creatore.
        Ed invece il tuo conflitto e’ interiore e riguarda l’ ambiguità che caratterizza la tua personalità, quella stessa ambiguità che una stampa di una scena medievale ti costringe a considerare, quella stessa immagine che tormenta anche Ivana.
        Comincerai a capire di più quando incontrerai Cetta, il personaggio di un’ antico racconto popolare, la bambina che amava vestirsi da maschio, che per la sua ambiguità fu considerata posseduta dal demonio e uccisa, forse dagli stessi fratelli.
        Non potreste essere amanti, Ivana e tu, perché avete due approcci completamente diversi alla vita, personale e professionale, anche se vi ritrovate a condividere l’ età, la posizione di successo, la crisi del mercato e del lavoro, il rapporto con le famiglie di origine.
        Non potreste essere amanti perché tu la tradirai, proprio dopo averla rassicurata. Interverrai nella sua vita, di colpo, quando Ivana avrà deciso di continuare a vivere come protagonista la sua vita mentre tu, Andrea, ti vai trasformando, lentamente, in comparsa.
        Forse e’ vero quello che pensa di te Claudio, il tuo collega dirigente delle Risorse Umane, “sei solo un sognatore”; ma ancor più ti avranno colpito le parole di tuo padre quando ti esorta ad essere più duro: ” il mondo e’ pieno di squali”.
        E così, l’ ammirazione che provavi per Ivana si trasforma pian piano in invidia. ” Sul lavoro era fortissima -questa la tua opinione riguardo Ivana – una macchina da guerra. Nessun obiettivo le era precluso, a trent’anni era direttore commerciale di una struttura che aveva contribuito a far crescere dall’inizio. In otto anni aveva dato l’ anima e da stagista era arrivata sin lì ”
        Anche tu, nel tuo percorso parallelo, a soli trentatré anni, sei diventato Responsabile di organizzazione aziendale, una carriera di successo in un contesto dinamico e collaboratori coinvolti nella crescita. Ma ora, davanti ad un ” mercato che schizza nel fango” ad una crisi che impazza, tutti i progetti saltano, o, come dici, ” vanno a puttane”
        E mentre ti sforzi di ricercare soluzioni sostenibili, da presentare al Consiglio di Amministrazione per evitare il peggio per i collaboratori che tu stesso hai assunto, ti domandi: “Che avrebbe detto Ivana per giustificare l’ aggravio dei costi? No, non avrebbe evidenziato il vantaggio di non licenziare risorse, …. Ivana avrebbe detto, con la sua voce che non ammetteva repliche: la mia e’ l unica soluzione possibile, il resto sono chiacchiere….Avrebbe messo una mano sul fianco, scosso la testa, facendo ondulare i suoi capelli nerissimi, e puntato diritto gli occhi negli occhi di ognuno. Un successo!”. Così concludevi il tuo pensiero su Ivana.
        E tu?
        Davanti al progetto di licenziamento dei tuoi collaboratori, di quelli che avevano creduto in te, ti vedi “ormai preda di lampi e pioggia e marosi alti come montagne”.
        Non potendo reggere al confronto con lei, cerchi di convincerti che anche Ivana si sentirebbe impotente; come dici? : ” Persino Ivana”.
        E’ qui, a questo punto che i vostri percorsi cominciano a non correre più parallelamente, ma , pericolosamente, incominciano a deviare e, paradossalmente, ad incrociarsi in un meccanismo sempre più difficile, emotivamente, da reggere.
        Finora era stato più semplice, due percorsi paralleli, ma diversi come due facce di un’ unica medaglia, paralleli e opposti al tempo stesso. In un’ inversione di ruoli, tanto tu appari un sognatore, apertamente materno nelle tue attenzioni agli altri, tanto Ivana e’ decisa, ferma nelle sue decisioni e nelle sue scelte, con il suo modo di fare “vigoroso e maschile”.
        Con tutti i problemi che ti trovi ad affrontare, tu, Andrea, ti preoccupi di studiare come riparare i graffi della macchina di Sara senza che lei si accorga, dei graffi e della tua azione di riparazione; come una vera mamma….vero? che si preoccupa dei propri figli, dei propri familiari senza farlo pesare.
        Con la stessa angoscia, ti preoccupi di vedere, di persona come gestiscono il loro dramma i collaboratori che tu stesso hai licenziati, per offrire cosa? Una vana speranza, un sogno….ancora una volta, un sogno.
        Ivana, Sara, Laura, ed in modo diverso, Dora, Martine, Caterina e tua madre sono tra le donne che rappresentano il tuo mondo femminile.
        Le donne non ti mancano, vero? Ti stuzzica più volte Laura.
        Ma ti sei mai fermato a capire cosa rappresentano, le donne, per te? A quante volte ti riferisci a loro, non singolarmente, ma con un : “Le mie donne…..”
        Per quanto ne aneli i profumi, ne ammiri le sinuosità, la verità sottintesa e’ che la donna alla quale aspiri e ‘ una mamma……i seni che ti colpiscono e che più volte ti trovi a vedere, scoprire, toccare, rappresentano il seno materno verso il quale dirigersi per trovare conforto. Sei tu stesso che lo confessi ” …ancora tre giorni prima della tragedia, cercai freneticamente le mie donne per farmi cullare sui loro seni, dolcemente, accoccolato sui loro grembi, come una barca finalmente in rada, dopo una tempesta sfuggita e lasciata esplodere alle spalle, lontano dall’ orizzonte…” e non e’ un bicchiere di buon Chianti, ma una tazza di latte quella che ricerchi con bramosia…per scacciare gli incubi che ti assillano. Prova a rileggere la descrizione che ne dai : “…. una tazza grande, accogliente, da girare, fino a che il miele non si scioglie e tuffarmi nel bianco disarmante e neutro, panacea di tutti i miei malori”. E come ti appare quella collina? un seno!
        Seno, latte, amore materno, rassicurazione, come quella evocata dalla nenia che ti colpisce:
        Maria lavava
        Giuseppe tendeva
        Suo figlio piangeva
        Dal freddo che aveva

        Ti colpisce perché tu, Andrea, non vuoi piangere, non vuoi soffrire; ed e’ per questo che subito dopo i colloqui di licenziamento scappi in auto verso Como, ” … in una corsa frenetica incurante degli autovelox e degli altri automobilisti, la rabbia e la frustrazione mi fecero stare in trance fino a quando lasciai l’autostrada e presi il lungolago”.
        Non importa che i tuoi genitori non fossero in quel momento in casa ad accoglierti in un abbraccio rassicurante..più potente ancora , per te, il biglietto che trovi in casa” torniamo prima possibile, un bacio. Mamma”, a completare l’altra rassicurazione, stavolta telefonica: “ … stasera ti preparo qualcosa di sano”
        Parallelamente e’ un papà a consolare Ivana, anche lei presa dalle angosce di un lavoro che la vede sempre più distaccata e orientata ad altro, in un continuo gioco di incrocio dei sessi.
        Così come Ivana si avvia a prendere decisioni, anche drastiche, relativamente alla sua vita familiare e professionale, tu, Andrea ti trovi a pensare al tuo rapporto con le donne, con Sara e Laura, da un lato, con Ivana, ma anche con Dora, dal viso di porcellana, pur nella sua età e Caterina, novella madre.
        E cosa dire di Laura? Come già per Ivana, di Laura ti colpisce subito la sua mascolinità: Ne rimani affascinato al primo incontro, e già programmi la tua strategia di corteggiamento per poi , alla fine, giungere alla più scontata delle conclusioni: ” In fondo, a ben pensarci, era stata Laura, sempre e solo lei a cercarmi”.
        Allo stesso modo è Sara che gestisce il rapporto con te; prima ti pianta e poi, non solo ti richiama … ma ti rimprovera per non averla cercata.
        Cosa è che ti trattiene dal considerare finita la tua storia con Sara? Il sesso?
        Cosa e’ il sesso per te, Andrea? Seni, capezzoli turgidi, cosce, parti intime…. Toccamenti, scambi di umori…….anche se e’ all’ immagine di Ivana che indirizzi il tuo grido angosciato: ” torna a farmi compagnia….con la bellezza dei tuoi pensieri. Torna a donarmi l’erotismo del tuo corpo”.
        Non sesso puro quindi, ma, erotismo…. passione, emozione, sentimenti profondi che forse solo Ivana credi possa garantirti, ma non puoi. Ivana, l’Idealizzazione; Sara, la Materialità; Laura, forse l’Amore?
        Quanto diverso è invece il rapporto tra Ivana e Danilo, in quale diverso contesto di passioni fisiche, ma anche politico- sociali, si sviluppa il loro rapporto, che tu non riesci a sopportare.
        Loro vogliono “vivere” la loro vita; a te, più semplicemente, “tocca vivere”, magari sperando che un giorno tutto possa diventare migliore e che in ufficio possa ritornare la serenità.
        E perché questo accada, tu pensi che qualcuno debba sacrificarsi, ma chi sarà la vera vittima?.

        2) Commento critico
        Il problema di Ivana appartiene a quella categoria di romanzi che ti chiedono di essere letti tutto d’un fiato, quasi in apnea.
        L’autore dice che Il problema di Ivana e’ stato scritto di getto……sarà anche così per la scrittura, ma non certo per la costruzione; il racconto non e’ semplicemente narrato ma ha una sua specifica struttura, appositamente studiata per dettare i ritmi alla lettura, sostenere l’ atmosfera di suspense e per favorire quel non scontato passaggio da un livello superficiale ad uno più profondo e nascosto.
        Ed e’ questo l’ aspetto che sorprende in un autore che e’ alla sua opera prima. Ciro Pinto non solo narra, e narra bene, ma costringe il lettore a non leggere passivamente, a dubitare, a tornare spesso sui suoi passi, avendo costruito il percorso di lettura in maniera aritmica, non lineare, così come non lineare è la forma della scrittura, caratterizzata da cambi di registro che l’autore ha voluto, simbolicamente, posizionare per rendere la lettura coerente con il racconto.
        Tre registri musicali, il barocchismo della prima parte, quasi lezioso nella descrizione dei personaggi e del paesaggio; l’ aria musicale più tragica del racconto di Ivana, una sinfonia che si lascia scoprire pagina dopo pagina, e la musica contemporanea, colonna sonora dei ritmi professionali dei due protagonisti.
        Tra questi, due brevi intermezzi: la lenta litania delle nenie della tradizione popolare alla quale fa riscontro, in opposizione, ancora una volta un incrocio di opposti, il pezzo rock, compulsante, ironico-onirico e scatenato delle truppe motorizzate dei precari che assaltano la rocca difesa dagli extracomunitari per salvare la principessa; un pezzo che prorompe non solo musicalmente, ma anche visivamente.
        La vicenda umana dei protagonisti si intreccia con i problemi del mondo del lavoro e della crisi che attanaglia i giovani, anche quelli occupati, e gli anziani, che vedono il rischio del fallimento dei loro sogni.
        Ma questo mondo professionale che ci viene indicato come tema centrale della società attuale, intorno al quale si sviluppano storie d’amore e di relazioni tra generazioni, in realtà rappresenta una pura scenografia di fondo , serve solo per circoscrivere un contesto all’ interno del quale sono i conflitti dell’anima, le nostre contraddizioni, che rappresentano il tema centrale, sono le nostre emozioni che si muovono e ci rendono uomini o donne, ciascuno alla ricerca della propria immagine , della propria maturità. Cosa altro vuole dire Andrea quando, in risposta al commento di Laura sul suo essere uomo e dirigente di successo, ….
        Il problema di Ivana non è un thriller romantico: è innanzitutto un thriller psicologico, un thriller esistenziale; thriller perché la verità è nascosta, deviata, rimandata; thriller perché porta ad una drammatica scena di morte …. che lascerà sospeso e incerto il lettore, il quale, come un magistrato indagatore, potrà, se vorrà, trovarsi a decidere se si è trattato di un omicidio o di un suicidio.
        E’ psicologico ed esistenziale, perché tratteggia la personalità di personaggi che nella loro apparente trasparenza, agiscono nascondendo alcune verità che non sono di fatti, ma di vissuti personali, di emozioni, di contraddizioni. Potremmo mai definire Il Ritratto di Dorian Gray un romanzo di fantascienza?
        Se chiedo di non credere all’autore quando afferma che vuole rappresentare “la crisi economica e lo sbando delle generazioni che la subiscono, che vuole parlare dei giovani appena adulti di fronte ai problemi dettati dall’esistenza, di amore, della speranza che i figli possano redimere il destino dei padri”, non lo faccio perché penso che sia una bugia, la sua, ma una spiegazione che rischia di impedire quelle immersioni nel profondo che vengono sollecitate dai simboli, dalle parole usate e dalle immagini rappresentate e che spingono il lettore più curioso ad indagare andando forse oltre le stesse parole dell’autore, fino a convincerlo (il lettore curioso) che il romanzo si sviluppa intorno ad alcuni temi che sono universali, e quindi indipendenti dal contesto narrativo. Crisi del mercato? Crisi del lavoro? Crisi dei giovani? Non lasciatevi trattenere in superficie, “Il problema di Ivana” si sarebbe potuto sviluppare in qualsiasi altro contesto perché il tema centrale è altro, e più universale: è il tema del doppio e degli opposti, così caro alla letteratura da sempre.
        Come ne “Il Visconte dimezzato”, di Calvino, abbiamo due protagonisti, Andrea ed Ivana, i quali, ciascuno per la sua parte, rappresentano due mondi paralleli. L’uno è l’alter ego dell’altro, in questo caso due personaggi di sesso opposto, e non per pura casualità, perché il romanzo non solo si sviluppa sul tema degli opposti, ma ha il suo drama proprio in questa componente di genere, quasi a richiamare il mito dell’androgino di Platone, l’essere unico che presentava entrambe le attribuzioni di genere fino a quando, gelosi e preoccupati , gli dei separarono le due componenti, creando gli uomini e le donne, ciascuno all’affannosa ricerca della propria metà. Andrea non solo vive il dubbio di chi possa essere la sua vera metà, ma anche il dubbio di quanto gli serva, trovarla.
        Un romanzo psicologico chiede di essere interpretato. Ma l’interpretazione non può essere lasciata libera; occorre che si riesca a cogliere tutta una serie di segnali, simboli , immagini che vanno poi sistemati secondo un modello teorico per capirne i reali e reconditi significati, come nell’interpretazione di un sogno da parte di uno psicanalista, e ricostruire ciò che l’autore (del sogno? del romanzo?), a volte anche inconsapevolmente, ha detto/ scritto, sotto il livello più realistico del racconto.
        Ora, chi scrive non è uno psicanalista né un esperto di psicologia del profondo ma durante la lettura, è stato attratto dalla forza magnetica di alcune frasi, immagini e simboli che si staccavano dal testo e si andavano a sistemare secondo un’altra logica, secondo modelli acquisiti durante gli studi universitari (ed a quanto pare mai persi, seppure sepolti sotto montagne di altre cose), fino a presentarsi in una diversa chiave di lettura.
        Tradizionalmente il modello imperante nella letteratura, ma anche nella filmografia, è quello psicanalitico di Sigmund Freud per il quale il motore primo dello psichismo è la libido, la pulsione sessuale.
        Non è questo il caso del romanzo di Ciro Pinto, perché ci troviamo in una dimensione psicologica che va oltre il puro riferimento alla libido. Nel romanzo, infatti, appaiono più temi tra quelli cari allo Carlo Gustav Jung, innanzitutto quello della dinamica tra Persona e Ombra, dove l’Ombra non rappresenta unicamente la parte nascosta e disturbante della personalità.
        “La figura viva ha bisogno di ombre per apparire plastica. Cosa è un’immagine senza ombre?” (Jung)
        La Persona, dal latino maschera di attore che indica la parte da lui rappresentata, è la parte dell’ individuo come appare verso gli altri, che non necessariamente coincide con ciò che si è realmente; di Andrea, ma anche di Laura, anche di Luca, appaiono, al lettore, entrambe queste facce, quella della Persona e quella dell’Ombra, in alcuni in conflitto, in altri in compensazione.
        La psicologia junghiana, nel descrivere la funzione dell’Inconscio Collettivo ricco di miti, di archetipi, di immagini arcaiche che riguardano la collettività e non il singolo, portano a considerare in modo diverso la presenza di personaggi come le madri, che diventano “la Madre”, a cui si oppone quello della Strega ed i riferimenti ai racconti, alle nenie popolari, ai sogni ed alla stessa simbologia di alcuni oggetti; immagini tutte presenti nel romanzo come temi della collettività, evocati dall’autore, proprio per questa caratteristica, anche indipendentemente dalle sue conoscenze e dalla sua volontà conscia. Come altrimenti considerare la relazione tra Andrea ed Ivana se non facendo riferimento al mito dell’Androgino che Jung richiama quando descrive i concetti di Anima e Animus come le due componenti, femminile e maschile, che integrano la personalità, reciprocamente, degli individui, in ognuno dei quali convive la sua controparte di genere? Ma non solo Femminilità vs Mascolinità: laddove l’Anima spinge verso l’unione e la protezione, l’Animus spinge verso la distinzione ed il calcolo; e ancora, Emotività vs Razionalità; Passione vs Pianificazione; Idealismo vs Pragmatismo; Linearità vs Contrapposizione.
        E’ in questi dualismi che si sviluppano le relazioni tra i personaggi: Andrea vs Ivana, Ivana vs Danilo, Andrea vs Laura, Laura vs Luca, ma anche Andrea vs Andrea,Ivana vs Ivana, Laura vs Laura, ecc.
        Così come il rapporto tra i diversi doppi, secondo Jung, non si sviluppa unicamente in una dinamica di contrapposizione ma anche di compensazione, altrettanto affiora, pagina dopo pagina nei, e tra, i diversi personaggi del romanzo di Ciro Pinto, personaggi tutti alla ricerca di quell’ Armonia che apparentemente è rappresentata dal paesaggio, dai tempi, dai profumi e dai sapori tipici delle colline toscane, ma che in realtà è Armonia con sé stessi e con gli altri; un’Armonia che, ritornando a Jung, può essere raggiunta solo se l’individuo comprende e accetta le dinamiche dei propri doppi. E’ questa anche la vera ricerca di Andrea, non certo la serenità alla quale si riferisce pensando al suo contesto lavorativo, la ricerca di una possibile compensazione in Ivana, in Laura, entrambe certamente più avanti rispetto a lui. Alla fine, il problema di Ivana, ma sarebbe più corretto dire il problema di Andrea, è tutto nella capacità/incapacità di reggere questa dinamica che dovrebbe portare alla maturità, come lo stesso Andrea descrive: “ … col coraggio disperato di un giovane che, diventato adulto, ancora non sa manifestare se stesso. ”
        Qualcuno potrà commentare queste mie note: “ma a quale titolo descrivi un romanzo non scritto da te”? Mi autorizza il fatto che con la pubblicazione un libro non è più del suo autore, ma dei suoi lettori! E poi, lo autorizza anche Jung, quando parla di “tecnica del dialogo tra l’Io e l’Inconscio” e indica nella cosiddetta “immaginazione attiva” uno degli espedienti più utili per condurre questo dialogo, la cui chiave di volta è l’attività simbolica. E così “Il problema di Ivana “ si trasforma, attraverso meta – dialogo, da descrizione di un dialogo che è innanzitutto tra personaggi , quindi dentro il romanzo, a promotore di dialogo “fuori”, per diventare dialogo continuo tra autore e personaggi, tra personaggi e lettori, tra autore e lettori e, amplificato dalla rete e dai social network, dialogo tra lettore e lettore; ancora una volta, in una dinamica di compensazione e contrapposizione, che è destinato a trasformare il racconto in qualcosa che è altro dall’originale, anche attraverso il dialogo tra il conscio e l’inconscio, dell’autore e del lettore.
        “Ciò che si oppone conviene, e dalle cose che differiscono, si crea l’armonia più bella, e tutte le cose nascono secondo gara e contesa” (Eraclito, frammenti).
        Senza svelare il mistero che caratterizza il romanzo, concludo con una considerazione sull’epilogo della storia narrata, epilogo che non può non confermare il tema di fondo del romanzo, quello degli opposti e che solo apparentemente lascia intendere che possa essere aperto ad ogni soluzione: tutti i comportamenti di Andrea si spiegano con la voglia di negare quel processo dinamico di compensazione e contrapposizione che rende le persone ( e le imprese) mature: Persona vs Ombra, Animus vs Anima, Profitto vs Benessere, Cliente vs Consumatore. Dopo un percorso su sentieri paralleli, e quindi compensativi, i destini dei due protagonisti divergono: dove gli altri vogliono vivere la loro vita, ad Andrea, più semplicemente, “tocca vivere”; e così, mentre Ivana fa la sua scelta rivoluzionaria, Andrea, in attesa che torni la serenità, in attesa di …. , nella speranza che …., prova a trovare almeno una certezza (?): “Solo la traiettoria della mia macchina, sulla quale le ruote giravano con la simmetria necessaria, spinte dai perfetti giri del motore, rappresentava una certezza acquisita”. L’epilogo è tracciato!
        Firenze, 14 ottobre 2012. Presentazione organizzata da AIDP Toscana ​
        ​​​​​​​​​​Carlo Stroscia

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        Michela Zanarella
        18/01/2013

        Il problema di Ivana, il thriller romantico di Ciro Pinto

        Il problema di Ivana è il romanzo d’esordio di Ciro Pinto, edito da Edizioni Drawup, un thriller romantico che prende forma con uno stile elegante e preciso.
        Il protagonista è Andrea Torreggiani, giovane dirigente milanese con la passione della scrittura. Un soggiorno nelle valli senesi, a Cetona, nella casa di un amico, è la giusta occasione per dedicarsi al suo romanzo. Un’ immagine insolita, la figura di Ivana, un problema da risolvere saranno gli enigmi dell’intera narrazione.
        “Era giunta l’ora di mangiare qualcosa, non mi andava più di scrivere nè di restare in casa, scesi a fare un giro tra le strette coste del paesino, mi soffermai alla Collegiata per riempirmi gli occhi e i polmoni di cose belle e aria pulita.”
        Appassiona e coinvolge di pagina in pagina la trama del romanzo di Ciro Pinto, l’attenzione per il dettaglio, una minuziosa descrizione dei fatti e dei luoghi, rende la storia affascinante e misteriosa. Prevale un linguaggio sobrio, semplice e dinamico, anche se a volte l’autore si concede delle piccole licenze narrative.
        Tutto ha radice nel problema di Ivana, identità femminile dai forti contrasti, simbolo di forza e allo stesso tempo di drammaticità. Il protagonista è legato indissolubimente a questa donna, tanto che si fatica ad avere una concreta visione di questo personaggio; la sua presenza disarma, confonde, spaventa.
        Il problema di Ivana“Ivana per me era forza, natura genuina come l’acqua che sgorga dai monti o la corrente salina che spinge lo scafo e aiuta la vela nel suo traino. In lei riponevo le mie speranze e lenivo le mie frustrazioni.”
        Ciro Pinto fa emergere realtà e sentimenti, guida il lettore nell’interiorità dei suoi personaggi, affronta temi come la crisi economica e sociale, con occhio critico cerca di fare chiarezza sui significati dell’esistere, si alimenta di suoni, colori, amore e trasmette ciò che prova in raffinate visioni.
        Abille nel condurre la narrazione con originalità, l’ autore sa come raggiungere l’intesa con le sue abilità creative. E’ interessante sottolineare la volontà di Ciro Pinto di giungere ad una verità, ad un equilibrio, come manifesto chiarificatore per l’intera umanità. Una riflessione intellettuale e filosofica sulla complessità della vita trasforma il romanzo in una sfida letteraria quanto mai attuale, a difesa dei sentimenti e dei veri valori.

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        Giovanni Garufi Bozza
        18/01/2013

        Giovanni Garufi Bozza

        Caro Visitatore, oggi voglio presentarti un romanzo che considero una vera e propria perla della narrativa. Te lo consiglio se sei lettore, per i suoi intrecci, per la sua scorrevolezza e profondità, e Te lo consiglio se sei un autore emergente, perché c’è tanto da apprendere nello stile, nella capacità di scrittura, e nelle metafore che questo scrittore propone. E non si tratta di un nome conosciuto, ma di un autore appena uscito con la sua prima opera nel panorama letterario. E attraverso questo libro c’è tanto da apprendere per migliorare le nostre capacità di scrittura.
        Chi è l’autore? Ciro Pinto è nato a Napoli, nel novembre del 1953, dove tuttora risiede. Ha lavorato sempre nel settore bancario e finanziario, dove ha svolto ruoli di responsabilità anche nazionali. Ha girato l’Italia e ha vissuto diversi anni a Firenze, dove l’azienda a cui ha dedicato buona parte della sua vita ha la sua sede centrale. Lasciato il lavoro e ritornato a Napoli, oggi si può dedicare alla passione che coltiva da sempre: scrivere.
        Dove è acquistabile questo libro? Puoi acquistare il libro presso il sito delle edizioni DrawUp.
        La mia recensione: Un romanzo magistrale, una vera e propria prima pubblicazione in grande stile: è questo il romanzo di Ciro Pinto, il Problema di Ivana, edito dalla DrawUp. Un romanzo complesso e completo, per ciò che attiene la trama, semplice ed elegante nella forma. C’è il problema di Ivana (che attiene alla sfera psicologica), c’è il mistero di questo personaggio che solo a metà romanzo si capisce chi sia. C’è la fuga dai ritmi ossessivi della grande città e l’immersione in una realtà toscana dove la natura, i sapori, e gli odori sopravvivono all’evolversi dell’uomo. C’è lo scontro tra generazioni e tra classi sociali diverse, c’è la crisi, la peste come la definisce Pinto, sia sociale che umana, e il continuo legame con un passato medioevale, che nell’evolversi della trama diverrà straordinariamente attuale. Non anticipo nulla di più, tranne una lode allo stile eccezionale di Ciro Pinto, al suo linguaggio elegante, raffinato e ricercato, al tempo stesso scorrevole e mai pomposo. Ciro è in grado di prenderti per mano, caro Lettore, e di condurti a spasso attraverso la trama; di farti assaporare i gusti, i sapori e gli odori della campagna toscana, una campagna che ammette di conoscere molto bene, ma che è capace di trasmettere in tutto il suo fascino e splendore ai tuoi cinque sensi; è capace poi di trascinarti nel pieno di una riunione dirigenziale, dove si decidono i licenziamenti, dove chi lavora non ha nome e cognome ma è solo un numero da tagliare per la sopravvivenza dell’utile aziendale; e in questo percorso Ciro sa farti provare l’ansia di chi decide del destino altrui, di chi deve scegliere gli elementi da eliminare, e la contemporanea disperazione di chi perde il lavoro da un giorno all’altro e ha una famiglia a carico. Ti dico solo, caro Lettore, che Ciro è stato talmente in grado di portarmi dentro la trama, che a questo punto della lettura ho dovuto chiudere il libro per la rabbia!. C’è poi la domanda di fondo del romanzo, che coinvolge la sfera intima di ciascuno di noi: cosa scegliere per la propria vita? Ciò che essa ci offre e che non ci piace, o ciò che i nostri valori e la nostra morale ci hanno insegnato ad essere? E’ una domanda a cui Ciro ha risposto. E’una domanda a cui hanno risposto Andrea Torreggiani, il protagonista del romanzo, e Ivana (questo personaggio misterioso, che non ti rivelo chi è). E’ una domanda a cui ho risposto io, quando ho letto il libro. E’ una domanda che costringerà anche Te, caro Lettore, a dare una risposta. Buona lettura

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        cristina G.
        18/01/2013

        Cristina G.

        Grazie Ciro per aver condiviso con me, in quanto lettrice, il tuo capolavoro. Sono rimasta piacevolmente colpita… Avevo sentito parlare così bene di Ivana che avevo paura che le aspettative, come spesso succede quando sono così alte, venissero disattese…. e invece il tuo romanzo è ancor più favoloso di quanto potessi aspettarmi. Un testo veramente originale, difficile da catalogare in quanto un pezzo unico. Mi ha affascinato come hai fatto vivere i personaggi e soprattutto come sei riuscito a intrecciare in maniera così delicata e spontanea i due racconti, al punto tale che in alcuni punti sei riuscito a fonderli tra loro pur riuscendo a portare avanti le due storie: un romanzo ventriloquo in grado di portare avanti due storie con un’unica voce. La storia è veramente originale, fuori dal comune, una ventata di freschezza con un profumo tutto suo, un profumo misterioso che resta comunque il profumo della realtà. Sì!… perché la cosa che più mi ha colpito è stata la tua capacità di raccontare attraverso una storia avvincente, nuova, delicata e appassionante le fragilità umane, quotidianamente vissute da ognuno di noi, seppur in maniera diversa. Ti auguro di cuore che Ivana possa avere il successo che merita… Io nel mio piccolo farò tanto passaparola perché ci tengo che le persone che mi sono accanto, e che so che amano leggere, non perdano l’opportunità di conoscere Ivana e i suoi mondi. Un abbraccio. Cristina

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
        Voto 
        Cinzia Pizzo
        18/01/2013

        Cinzia Pizzo

        Mi ha preso fin dalle prime pagine, con descrizioni emozionanti e vere, mi sono immersa dentro a quelle pagine con la curiosità e la smania di arrivare alla fine, mi hai fatto vivere nel tuo libro Ciro, lo trovo meraviglioso, ben scritto e interpretato al meglio, i personaggi sono tutti descritti con cura e ognuno di loro mi ha trasmesso un qualcosa di unico e vero…la storia è stupenda, passionale e ricca di tanto affetto e di “vera” AMICIZIA. D’obbligo farti i miei complimenti, primo perchè è un ottimo libro e l’ho apprezzato tanto, e come seconda cosa, il tuo modo di scrivere è sciolto, convolgente ed emozionante, mi sei piaciuto Ciro, e tanto…sono veramente contenta ed orgogliosa di avere letto il Problema di Ivana. Grazie!!! Cinzia

        • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione

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        Il problema di Ivana

        Il problema di Ivana

        di Ciro Pinto

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