L'incoscienza del tempo

di Elio Sabia

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L'incoscienza del tempo 12,00 € 10,20 € 15 9788893691116

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L'incoscienza del tempo

In occasione della festa di fine anno scolastico, Alfredo incontra Martina a villa Armeda Brancaccio, proprietà dell’amico Gianluca. Tra i due nasce subito una forte attrazione. Un evento misterioso costringe Alfredo e gli amici a ritornare il mattino seguente alla villa, ma trovano soltanto una dimora abbandonata da secoli.

L’enigmatica sparizione di Martina fa tornare alla mente di Giulia, il maresciallo di polizia, le storie ascoltate da bambina su fatti straordinari e inspiegabili avvenuti nei dintorni; ne fa cenno al commissario che, dapprima incredulo, decide di fare un sopralluogo alla villa restandone poi colpito. La vicenda dei ragazzi scomparsi viene archiviata, ma Giulia continua in privato a fare delle indagini che la porteranno col tempo a scoprire la verità.

Alfredo continua a cercare Martina e quasi ogni sera si reca alla villa sperando in un miracolo. Una sera la rivede mentre vaga nel parco, ma oscure presenze interferiranno nella loro vita. Alfredo perde la memoria a causa di un incidente e dimentica la sua storia con Martina. Dopo anni rivede Mirella e Giulia e con il loro aiuto comincia man mano a ricordare.

Una storia che, tra flashback e continue alternanze temporali, rilancia e celebra con semplici pennellate, tra entusiasmi giovanili e riflessioni dell’età matura, la forza dell’amore che si rende immortale ed eterno.

Informazioni aggiuntive

Isbn:  978-88-9369-111-6
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 144
Dimensioni: 21 × 13.5 × 1.0 cm

Voto 
Francesco Pasanisi
06/12/2017

Il tempo, un protagonista incosciente

"L'incoscienza del tempo è un romanzo che racconta le vicende di un gruppo di amici, a partire dagli anni '70 dello scorso secolo fino ai giorni nostri. Il protagonista..."
Scusate, ho dimenticato qualcosa, ricomincio: "L'incoscienza del tempo è un romanzo.. giallo, d'amore, thriller, di fantascienza? ..."
Di solito, le recensioni di un romanzo cominciano così, ma in questo caso mi accorgo di essere completamente fuori strada, e per vari motivi.
Il primo motivo è il genere di romanzo. Per quanto mi sforzi, faccio fatica a classificare questo libro secondo uno dei classici generi di narrativa citati sopra, perché, pensandoci bene, li comprende un po' tutti. Una struggente storia d'amore, un giallo, un enigma affascinante, un passato misterioso, inquietanti presenze... gli ingredienti ci sono davvero tutti.
Il secondo motivo è la durata della storia. Come tutti i racconti, le vicende sono necessariamente collocate in un contesto storico, e l'azione si svolge in un tempo definito. Tuttavia, leggendo la storia, ci accorgiamo che non è proprio così, e che proprio il tempo, nel suo scorrere apparentemente regolare e monotono (matematicamente parlando) ci può giocare qualche scherzo, quando meno ce lo aspettiamo.
E qui veniamo al terzo motivo, il più importante, per cui l'inizio della recensione era completamente sbagliato. Infatti, il protagonista assoluto del romanzo non è uno dei personaggi, ma è proprio... il tempo, con i suoi percorsi e le sue regole, che non sempre si allineano perfettamente con le regole e le convenzioni della storia e della vita umana.
Una delle certezze a cui siamo più affezionati, regalataci dal progresso delle conoscenze, è la capacità di misurare il tempo come qualcosa di assolutamente oggettivo. Calendari, orologi e cronometri sempre più accurati ci cullano nella certezza che il tempo sia qualcosa di ripetitivo e scandito da un percorso unidirezionale. L'esperienza della vita quotidiana, la logica, le nostre regole e consuetudini ci confermano che è così.
Siamo sicuri, tuttavia, di non fermarci, in questo modo, solo alla superficie, senza cogliere la vera essenza del tempo?
Come spieghiamo, allora, quelle notti in cui chiudiamo gli occhi e ci accorgiamo in un attimo che sono trascorse ore intere? O di altre notti affollate di sogni e di storie che ci sembrano lunghissime, e che invece magari, misurate dall'esterno, sono durate solo pochi minuti? O ancora, di attimi in cui il tempo ci sembra fermarsi e che sembrano durare una vita? Quanto ci appaiono vere, in quei momenti, le parole di Sant'Agostino "in animo nostro tempora metimur": siamo, noi, in verità, con la nostra anima e le nostre emozioni, a percepire e misurare il tempo, con buona pace di tutti gli orologi che possiamo inventare.
E se allora, per un capriccio del destino, la nostra anima apre finestre o porte inaspettate, o si incammina nel tempo lungo percorsi che si allontanano dalle regole e convenzioni che governano la storia umana, allora qualcuno deve intervenire per riportare il nostro cammino entro i binari di quelle regole e di quelle convenzioni.
L'intervento talvolta può essere brutale, sconvolgente, drammatico, incomprensibilmente spietato, ma mai cattivo, né buono, perché non c'è nessuna etica nello scorrere del tempo, che vive in un'eterna ed immutabile incoscienza.
La storia è appassionante, lo stile scorrevole, i personaggi e le ambientazioni sono delineati efficacemente senza mai interrompere il flusso narrativo. Il risultato è un bel libro che si legge tutto d'un fiato, e, come tutti i bei libri, una volta finito, lascia molto su cui pensare.
Da leggere!

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