Verità oscura

di Simone Pavanelli

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Verità oscura 11,90 € 10,11 € 15 9788898017041

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Verità oscura

2012. Alle porte della fine del mondo predetta dai Maya, un omicidio sconvolge la vita del detective Mark Dixon della Polizia di New York. Sua sarà la responsabilità di scoprire l’assassino della moglie del suo migliore amico, tra legami nascosti, leggende, ambigue sette, presunti colpevoli e continui colpi di scena.

Un thriller da manuale, da cardiopalmo, con un grande finale a sorpresa, da cui emergerà la tanto attesa Verità oscura.

Informazioni aggiuntive

Isbn: 978-88-98017-04-1
Anno di pubblicazione: 2012
Pagine: 192
Dimensioni: 21 × 15 × 1.2 cm

Voto 
Mattia B.
06/08/2016

Verità Oscura

L'autore ha fatto un ottimo lavoro nell'intrecciare le varie "storie dentro la storia", e ne è risultato un thriller veramente piacevole. Il tutto è arricchito da particolari che riescono a far calare il lettore nella vicenda, quasi fossero al fianco del detective Dixon. E poi... il colpo di scena finale, che mi ha lasciato incredulo, e che ha dato quel tocco di "inaspettato" degno di un thriller. Veramente un buon lavoro.

    Voto 
    Gavino Ortu
    10/06/2014

    Il thriller calamita

    Ho finito ieri di leggere “Verità Oscura” di Simone Pavanelli. Un thriller appassionante che ti inserisce all'interno del racconto quasi come se tu ci fossi davvero. Il linguaggio è semplice e scorrevole e non annoia mai il lettore. Merito dell'autore che descrive i personaggi e gli scenari in maniera accessibile per chiunque e per qualunque fascia di età.
    In una Manhattan che si affaccia alla fatidica data del ventuno Dicembre duemiladodici, un giovane detective si trova ad affrontare una serie di omicidi, in un intrecciato insieme di: giochi di potere, mafia, organizzazioni segrete e sette parareligiose. Gli stati d'animo si avvertono benissimo e i personaggi diventano simpatici o antipatici, quasi come se fossero veri.
    La trama è avvincente e da manuale, il lettore crede di sapere come verrà risolto un determinato caso perché accompagna il protagonista in ogni suo passo, ma pagina dopo pagina viene sempre spiazzato da qualche nuova scoperta, proprio insieme al detective. E' il primo libro di Pavanelli, ma visti i prerequisiti, credo che sia solo l'inizio di un percorso di continua crescita, e sicuramente in grande stile.
    Non posso raccontare dettagli ulteriori, visto il genere, ma ammetto di essere rimasto piacevolmente stupito, perché personalmente rimango incollato a racconti thriller difficilmente. Ebbene ho letto il testo in meno di una settimana, sfogliandolo prima di andare a dormire. Consiglio la lettura in altri momenti, sennò si rischia di andare a letto davvero troppo tardi, perché il racconto ti cattura.

      Voto 
      Giovanni Garufi Bozza
      16/05/2013

      Che Thriller! :D

      Caro Simone,

      Ho appena terminato il tuo romanzo. Voglio mandarti le mie considerazioni in forma di lettera. In genere faccio una sorpresa agli autori, pubblicando senza preavviso una recensione sul mio blog quando meno se lo aspettano. Nel tuo caso faccio la famosa eccezione che conferma la regola, scrivendoti la recensione in formato lettera e inviandotela.

      Poi la pubblicherò sul blog.

      Scriverti mi rende più facile farti delle considerazioni.

      La prima cosa da dirti è che, dopo anni, hai rotto la mia routine serale, che mi vedeva stramazzare sul letto dormendo subito.

      Una sera ho avuto la sciagurata idea di sfogliare il tuo thriller, per pura curiosità. Non l’avessi mai fatto! Mi ha preso pagina dopo pagina, non si riesce a smettere di leggere (ma ci hai messo la droga Pandora di cui parli nelle pagine del libro? Quella che ti da fare azioni su comando senza che tu ne abbia controllo?)

      Sai che leggo molto, ma posso farlo principalmente in metro, mentre vado e torno dal lavoro. Leggo specialmente i romanzi che mi inviano in valutazione per Radiovortice. Infatti avevo messo il tuo romanzo tra i “da-leggere-l’estate-quando-prendo-una-pausa-dalla-radio“.

      Pura utopia! Ed è rimasta solo la notte per continuare il tuo romanzo, che mi ha costretto a impormi di leggere massimo un capitolo a sera, per non perdere altre ore di sonno, che già sono ridotte all’osso di loro! Sforzi colossali per impormi di non andare avanti!

      Ho avuto una duplice fortuna. Finire un altro libro in contemporanea e avere 10 ore di regionale a/r tra Roma e Rimini in cui leggere il tuo libro.

      “Cosi non mi annoio” ho pensato. Neanche a dirlo… ho passato l’andata a divorarlo e nel tornare mi sono girato i pollici, annoiandomi non avendo nulla da leggere.

      Vengo alle considerazioni. Scrittura veloce, scorrevole e accattivante, ti prende totalmente.

      Storia che ti appassiona, con tutti gli intrecci che crei. Forse risolvi un pò troppo in fretta il caso della setta: arrivi al punto di far tremare il lettore con gli ultimi cadaveri, e poi la chiudi. Certo, immagino che poi occorresse lasciare spazio al caso principale per il protagonista, e lì… mi hai fregato… non svelo a chi legge l’assassino, ma posso lo stesso mandarti a quel paese! Smuovi ranger, marines, sbatti Mark a destra e a manca e poi… è il maggiordomo! (cosi capiamo solo io e te la battuta e la verità oscura!) E dire che proprio io, avrei dovuto arrivarci a chi era…!

      Piccola critica (seria), ci sono troppi punti esclamativi. Sei bravo a descrivere ciò che accade, il lettore ha chiara la scena davanti, grazie alla tua capacità narrativa, comprende il tono di voce del qui ed ora della scena, non serve esagerare con la punteggiatura nei dialoghi.

      In più metterei meno descrizioni dei personaggi incontrati, di come sono vestiti. Ma qui capisco che in un giallo anche il minimo dettaglio è importante. Però appena compariva un personaggio nuovo, mi ripetevo ora arrivano 4 righe di descrizione. E puntualmente arrivavano. Lasciami un poco di immaginazione, almeno per Molly che compare per mezza pagina (tra l’altro, simpaticissima per il suo stile di vita, fammela conoscere! )

      Altra critica (faceta), per restare in tema. Io apprezzo moltissimo tutte le gnocche prosperose che il lettore incontra. Molto, molto, molto… ma… E poi ti chiedi perché tua moglie è gelosa? Non ce ne è una brutta, e dico una! O almeno che rientri nella norma del “carina”. Oh, ragasso, ma vedi solo figa?

      Tu hai tutta la mia stima, ma tua moglie tutta la mia comprensione.

      Chiudo, tornando serio e facendoti i miei complimenti. Il thriller è il tuo genere, non c è che dire. E puoi utilizzare il tuo talento nel costruire gialli, per avvicinare tanti italiani alla lettura (visto che molti rasentano ormai l’analfabetismo, leggendo al massimo il giornale dello sport).

      È proprio il genere e lo stile vincente per avvicinare amanti della lettura e non, amanti del thriller e non.

      Io attendo il prossimo con ansia.

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Ciro P
      04/04/2013

      Come ai vecchi tempi.


      La lettura di Verità oscura di Simone Pavanelli mi ha riportato indietro negli anni, a quando divoravo gialli, polizieschi e noir, leggendoli dappertutto, mangiando, di notte, sulla spiaggia.
      V. o. s'inserisce a pieno titolo nei libri polizieschi stile noir che hanno riempito le edizioni Mondadori degli anni 60 e i primi anni 70. Leggendo il romanzo ho rivissuto appunto le mie letture da ragazzo, quando andavo pazzo per i gialli Mondadori.
      Infatti ho ritrovato tutti gli ingredienti di quel genere di narrativa.
      Uno stile asciutto, senza fronzoli, con poche descrizioni e un ritmo incalzante, dove domina l’azione e gli accadimenti non danno tregua né spazio a disincanti.
      Una struttura perfettamente rispondente al genere, con suspense e intreccio, la storia prosegue senza flashback e flashforward, che sono più usati nel mainstream o in romanzi a sfondo psicologico, ma alterna situazioni e colpi di scena che non ti lasciano mai mollare il “pezzo”. Ottima anche la sequela di eventi non sempre concatenati ma che si riveleranno tali.
      I personaggi sono i classici stereotipi di questo genere. Il protagonista, senza scomodare Marlowe, è il classico detective macho, affascinante, duro e intelligente. Anche i personaggi di contorno rispondono ai cliché del genere giallo noir.
      I contenuti ci stanno tutti, dalla setta alla questione fiscale o finanziaria e passionale. Sono plausibili nel genere del libro.
      In ultimo il finale. Ovviamente a sorpresa, come si addice a un giallo o un poliziesco.
      Io avevo intuito qualcosa ( lui si sveglia col mal di testa e si sente strano, tanto da vomitare...) ma in linea di massima non è intuibile. All'inizio sembra inverosimile, ma non è così, ricordo tanti film e libri che hanno trattato la “sindrome da rimozione”.
      Conoscendo l’Autore, so che lui richiede sempre la massima sincerità, allora per dirla tutta faccio solo delle piccole annotazioni su qualcosa che mi ha lasciato qualche perplessità.
      Eccole.
      Peccato siano sfuggite delle imperfezioni nella punteggiatura, a volte impropria e qualche refuso.
      L’uso di alcuni termini nostrani che non sono coerenti con l’ambientazione che devo dire è ben costruita, insomma quando leggi V.o. ti senti nel mondo degli Yankee, perciò ti appaiono più evidenti termini non appartenenti a quel mondo.
      Caratterizzazione eccessiva dei personaggi femminili, tutte donne sempre bellissime (fosse vero!) e di enormi appetiti sessuali, sempre pronte a fare sesso, senza remore e nonostante siano felicemente legate a qualcun altro... ma quest’ultimo è solo un mio giudizio personale, da lettore.
      Cp


      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Umberto Pagotto
      18/01/2013

      Verità Oscura

      Si narra che Epicuro in punto di morte abbia chiesto una coppa di vino fresco e che dopo averla bevuta tutta d'un fiato spirò, così nella sua storia vi sono l'amore (nei suoi scritti) e la morte.
      In "Verità oscura" ci sono gli stessi ingredienti sapientemente alternati e come la coppa di vino di Epicuro, il romanzo è da "bere" tutto d'un fiato, perché è lo scritto stesso che te lo chiede e il lettore cede volentieri a questa richiesta.
      Alla fine inoltre, la nota amara che il romanzo ti lascia sul palato, al pari di un buon vino, ti fa desiderare di averne un altro da leggere.
      Bravo Simone, bel lavoro e sappi che aspetto il prossimo

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Sara Garbellini
      18/01/2013

      Sara Garbellini

      Come una birra fresca d’estate questo libro si beve tutto d’un fiato. La narrazione intensa ti lancia subito all’inseguimento del detective Dixon, alle prese con un caso dai contorni oscuri, in una New York contemporanea in cui la profezia Maya sulla fine del mondo spinge la gente verso la follia. I personaggi, definiti da rapide pennellate, arricchiscono la trama del libro con le loro vicende, convergendo tutti verso un finale shock inatteso, nonostante gli indizi sapientemente distribuiti dall’autore durante la stesura del romanzo. Bel lavoro!

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Nicola Bozzolan
      18/01/2013

      Nicola Bozzolan

      Thriller che ti invita a leggerlo fino alla fine. Ho letto libri di autori famosissimi che dopo i primi capitoli ero già stanco, questo invece è fresco e intenso, non lascia trasparire il finale se non nell'ultimissima parte. Presente qualche errore ortografico.

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Raffaele Preti
      18/01/2013

      Raffaele Preti

      Zeppo di errori ortografici ed una trama che richiama altri libri... niente di che.

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Samuele Maestri
      18/01/2013

      Samuele Maestri

      Bel libro, scritto bene secondo me, non ho capito il colpevole fino alla fine, anche se qualche indizio cera. Complimenti a Simone.

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione
      Voto 
      Elia Bacchiega
      18/01/2013

      Elia Bacchiega

      La sensazione è proprio quella di trovarsi per le vie di New York e di dover indagare sulla catena di omicidi che sembrano spinti dal delirio per la fine del mondo predetta dai Maya. Descrittivo in maniera impeccabile, anche se non ci sentiamo calare nei panni del protagonista, abbiamo comunque la sensazione di essere lì ad assistere al drammatico susseguirsi di eventi che vedrà Mark Dixon tormentato e messo a dura prova dalle indagini. Shock emotivi e attimi di vuoto che minano lavoro e vita privata e una scia di sangue che segue inarrestabile la sua moto.

      • 1 su 1 lettori trovano utile questa recensione

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