Biografia e opere di Alessandra Cinque

Alessandra Cinque

 

Ragazza trentenne che ha sempre vissuto per inseguire i suoi sogni e le sue passioni, che hanno reso la sua vita intensa e degna di possedere questo nome. I presupposti non erano dei migliori: nasce prematura, il 16 novembre 1981 a Venezia, e forse era davvero destino perché non solo sopravvive, ma riesce a fare molto più di quello che ci si potesse attendere da una bimba non vedente e affetta da tetraparesi spastica.

La madre ha fatto di tutto per non lasciarla andare, per farla crescere nel migliore dei modi e con dignità, affinchè nulla fosse intentato o lasciato al caso; e insieme, prima per forza, poi per intenti comuni, come dichiara lei stessa: Prendemmo la mia vita a morsi e cercammo di darle un senso e uno scopo. Io, da sempre sognatrice, ho cercato di fare ciò che il mio cuore diceva: dalla scelta degli amici, alle scuole da frequentare, alle passioni da coltivare per vivere appieno i miei giorni, come una qualsiasi bambina che diventa adulta pian piano. Mia madre ha sempre cercato di assecondare le mie inclinazioni, cercando di mediare fra i miei limiti e i miei desideri, senza mai farsi spaventare dai primi e facendosi invece trasportare dagli ultimi.

Arriva il diploma magistrale, per la sua passione per la pedagogia e l’educazione, ma non ci si poteva certo fermare e quindi s'iscrive all’Università di Padova e si laurea nel 2005 in Scienze dell’Educazione.

Non si vive di solo studio, e così, nel frattempo, arriva anche per lei l’amore, che segnerà indelebilmente la sua vita. Quattro mesi prima di laurearsi, si sposa per suggellare il suo patto d’amore con chi avrebbe voluto fosse la sua metà del cielo, con la quale già conviveva e che l’aveva accolta nella propria terra. L’Emilia Romagna la adotta e la fa sentire a casa, non lasciandola più andare anche quando apprende che l’amore, il suo grande amore, non sarà più per sempre.

Ha molti interessi che colorano la sua vita, ma il primo su tutti è l’amore viscerale per la musica, sua fonte di vita, respiro e ispirazione alla stesura de La mia risposta, la prima volta in cui si cimenta nell'ambito della scrittura professionale.

Le parole mi sono sempre piaciute, ma non avrei mai creduto di riuscire a metterne in fila così tante. Da ragazza avevo difficoltà nei temi, ma poi, non so come, pian piano io e le parole siamo diventate sempre più vicine, intime, complici.

Aveva scritto dei piccoli racconti o articoli su ciò le era capitato di vivere; lo faceva però soltanto per sè, al massimo per qualche amico che le chiedeva di buttar giù un’impressione su quanto quelle esperienze le avessero suscitato e regalato. Davvero non pensava di arrivare, un giorno, a scrivere un libro vero e proprio, ma le passioni e la musica muovono il mondo, e questo le è sembrato un motivo più che valido per scrivere, quindi, La mia risposta.